Friulano, nel trentennale della legge 15/1996 arriva la nuova “Gramatiche furlane di riferiment”

Presentato a Udine l’innovativo progetto scientifico sostenuto dall’ARLeF, frutto della collaborazione di studiosi e ricercatori di 14 università europee. Una grammatica aperta alla partecipazione dei cittadini, che potranno contribuire al suo perfezionamento fino al 31 dicembre 2026.

UDINE, 28 ottobre 2026 – Trent’anni di tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana. Un anniversario importante che l’ARLeF – Agenzia regionale per la lingua friulana celebra con una campagna di comunicazione dedicata alla legge regionale 15/1996, prima normativa organica a riconoscere e tutelare il friulano come lingua.

L’occasione è stata anche quella di presentare, in anteprima, un nuovo e significativo strumento di documentazione e analisi scientifica: la “Gramatiche furlane di riferiment”, un progetto innovativo destinato a diventare un punto di riferimento per studiosi, insegnanti, operatori culturali e cittadini.

La conferenza stampa, ospitata nel palazzo della Regione a Udine, ha visto gli interventi dell’assessore regionale alle Autonomie locali e lingue minoritarie Pierpaolo Roberti, del presidente dell’ARLeF Eros Cisilino e del direttore dell’Agenzia William Cisilino.

A illustrare il progetto scientifico sono intervenuti il professor Franco Finco, coordinatore dell’iniziativa e docente dell’Università Pedagogica della Carinzia, la professoressa Angela Fabris, dell’Università Pedagogica della Carinzia e dell’Università di Klagenfurt, e il professor Luca Melchior, dell’Università di Klagenfurt.

Trent’anni di una legge che ha cambiato la storia del friulano

La legge regionale 15 del 1996 ha rappresentato una svolta fondamentale per il riconoscimento e la valorizzazione della lingua friulana, favorendone progressivamente l’ingresso nelle istituzioni, nella scuola, nella cultura e nei mezzi di comunicazione.

Per celebrare questo importante anniversario, l’ARLeF ha promosso una campagna di comunicazione attraverso stampa, radio, televisioni e canali digitali, con l’obiettivo di sensibilizzare la comunità sull’importanza della tutela e della trasmissione della lingua alle nuove generazioni.

«La “Gramatiche furlane di riferiment” è un bel progetto e anche un’opportunità per i cittadini», ha dichiarato l’assessore regionale Pierpaolo Roberti, sottolineando come l’iniziativa rappresenti un ulteriore modo per celebrare i trent’anni della legge regionale 15/1996.

Roberti ha evidenziato il carattere innovativo dell’opera, capace di offrire non soltanto agli studiosi, ma a tutti i cittadini, uno strumento per approfondire la conoscenza delle regole e delle peculiarità della lingua friulana.

Eros Cisilino: «La vitalità della lingua è responsabilità dell’intera comunità»

Nel suo intervento, il presidente dell’ARLeF Eros Cisilino ha ripercorso le tappe fondamentali della politica linguistica regionale, ricordando come la legge del 1996 abbia posto le basi per il successivo sviluppo degli strumenti di tutela del friulano.

Tra i risultati più significativi, l’individuazione dei Comuni friulanofoni, l’adozione della grafia ufficiale, i primi interventi nel sistema scolastico e radiotelevisivo e la nascita dell’organismo di politica linguistica che avrebbe portato, nel 2005, all’istituzione dell’ARLeF.

Oggi l’Agenzia opera in numerosi ambiti, dalla formazione alla pubblica amministrazione, dalla comunicazione alla promozione culturale, fino allo sviluppo delle nuove tecnologie linguistiche.

«La vitalità della lingua è responsabilità dell’intera comunità», ha ricordato Cisilino, richiamando l’importanza della trasmissione intergenerazionale del friulano e della collaborazione tra istituzioni, studiosi e cittadini.

Proprio in questa prospettiva si inserisce la nuova grammatica di riferimento, pensata per costruire un ponte tra la ricerca scientifica e la comunità dei parlanti.

Una grammatica scientifica nata dalla collaborazione di 14 università europee

La “Gramatiche furlane di riferiment” è stata realizzata dall’Università Pedagogica della Carinzia con il sostegno dell’ARLeF, nell’ambito dell’attuazione del Piano generale di politica linguistica per la lingua friulana 2021-2025 della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

Il progetto è stato ideato e coordinato dai professori Franco Finco, dell’Università Pedagogica della Carinzia, Luca Melchior, dell’Università di Klagenfurt, e Paolo Roseano, dell’Università Nazionale di Educazione a Distanza di Madrid.

Alla sua realizzazione hanno collaborato docenti, linguisti e ricercatori appartenenti a 14 università europee, dando vita a un’opera di particolare rilevanza scientifica.

Tra gli autori dei capitoli figurano anche Tommaso Balsemin, Jan Casalicchio, Giuseppe Magistro e Laura Vanelli.

Il lavoro si è inoltre avvalso del contributo di un autorevole gruppo di revisori scientifici composto da Giorgio Cadorini, Patrizia Cordin, Simone De Cia, Sabine Heinemann, Angela Fabris, Diego Pescarini, Davide Turello e Gabriele Zanello, oltre alla consulenza dei professori Alvise Andreose e Giampaolo Salvi.

Franco Finco: una grammatica che nasce dalla lingua viva

Uno degli aspetti maggiormente innovativi dell’opera riguarda il metodo scientifico adottato.

Come spiegato dal professor Franco Finco, la grammatica è stata elaborata partendo dall’osservazione della lingua effettivamente parlata, con particolare attenzione al friulano centrale.

L’obiettivo è descrivere le regole grammaticali sulla base dell’uso linguistico reale, superando i tradizionali modelli ispirati alle grammatiche scolastiche italiane.

Un approccio che ha permesso di approfondire anche settori della lingua finora meno studiati, in particolare la sintassi.

Il professor Luca Melchior ha sottolineato come l’opera rappresenti uno strumento unico per completezza e aggiornamento scientifico, capace di raccogliere organicamente conoscenze fino a oggi distribuite in numerose pubblicazioni.

La nuova grammatica potrà così diventare un riferimento fondamentale anche per la realizzazione di materiali didattici destinati alle scuole e all’insegnamento del friulano agli adulti.

Una grammatica aperta: i cittadini potranno contribuire fino al 31 dicembre

La vera novità del progetto è rappresentata dal suo carattere partecipativo.

La grammatica non viene infatti presentata come un’opera definitivamente conclusa, ma come uno strumento aperto al confronto con la comunità dei parlanti.

Tutti i cittadini madrelingua friulana sono invitati a consultare i capitoli della grammatica e a contribuire al suo perfezionamento, inviando osservazioni, suggerimenti, esempi linguistici ed eventuali approfondimenti.

I materiali sono disponibili sul sito ufficiale dell’ARLeF, nella sezione “Consulta i materiali”.

Per partecipare sarà sufficiente inviare una comunicazione entro il 31 dicembre 2026 all’indirizzo:

gramatichefurlane@sportelfurlan.eu

Tutti i contributi saranno successivamente esaminati e valutati in vista della pubblicazione definitiva dell’opera.

Il friulano tra memoria, identità e futuro

La presentazione della nuova grammatica assume un significato particolarmente importante nell’anno del trentennale della legge regionale 15/1996.

Un percorso iniziato trent’anni fa, che ha progressivamente rafforzato il riconoscimento istituzionale della lingua friulana e che oggi guarda al futuro attraverso la ricerca, la formazione, la partecipazione e l’innovazione.

La “Gramatiche furlane di riferiment” rappresenta così non soltanto un importante risultato scientifico, ma anche un invito rivolto all’intera comunità a diventare protagonista della tutela del proprio patrimonio linguistico.

Perché una lingua continua a vivere quando viene parlata, studiata, condivisa e tramandata alle nuove generazioni.