Il Friuli seppe rialzarsi facendo squadra: 50 anni dopo UCID rilancia il modello della ricostruzione

Sabato 19 settembre a Palazzo Torriani il convegno “La Forza della Convergenza”. Impresa, Chiesa e istituzioni insieme per trasformare la memoria del terremoto in una lezione per il futuro

UDINE – Cinquant’anni fa il Friuli fu colpito da una tragedia che sembrava capace di mettere in ginocchio un intero territorio. Eppure, proprio da quelle macerie nacque una delle più straordinarie esperienze italiane di ricostruzione e rinascita.

Istituzioni, imprese, dirigenti, comunità e cittadini seppero convergere verso un obiettivo comune: ricostruire. E ricostruire insieme.

A cinquant’anni dal terremoto del 6 maggio 1976, UCID – Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti di Udine sceglie di ripartire proprio da quella lezione con il convegno “La Forza della Convergenza – Per costruire insieme il futuro, valorizzando il Bene Comune”, in programma sabato 19 settembre 2026, alle ore 10.00, a Palazzo Torriani, in Largo Carlo Melzi 2 a Udine.

Non una semplice commemorazione, dunque, ma un’occasione per chiedersi quanto il cosiddetto “modello Friuli” possa essere ancora oggi un esempio per affrontare le sfide economiche, sociali e istituzionali del nostro tempo.

La ricostruzione come modello per il presente

È proprio questo il significato del titolo scelto da UCID. Come spiega il presidente di UCID Udine Feruccio Camilotti, dopo il terremoto la confluenza di idee, progetti e soluzioni provenienti dalle diverse componenti politiche, imprenditoriali e sociali seppe indirizzarsi verso un unico, preciso obiettivo. È questa capacità di unire forze diverse che può essere definita “La Forza della Convergenza”.

Un ruolo determinante fu svolto dal mondo imprenditoriale. Secondo Camilotti, l’imprenditoria friulana seppe dimostrare idee, capacità e volontà con una straordinaria forza, favorendo concretamente il processo di ricostruzione. Quella convergenza diventò così il vero “carburante” della rinascita del Friuli.

Ma cinquant’anni dopo la domanda diventa inevitabile: siamo ancora capaci di fare squadra come allora?

Il convegno del 19 settembre nasce anche per cercare una risposta, mettendo attorno allo stesso tavolo rappresentanti del mondo dell’impresa, della Chiesa e della società civile.

Perché l’insegnamento della ricostruzione friulana non sta nell’assenza di differenze o di contrapposizioni, ma nella capacità di farle convergere verso un risultato condiviso. Il “modello Friuli”, sottolinea Camilotti, ha dimostrato come una convergenza responsabile e consapevole possa portare a risultati straordinari, mentre la contrapposizione fine a se stessa rischia di penalizzare l’intera comunità.

Impresa, Chiesa e società a confronto

Ad aprire il convegno sarà Feruccio Camilotti, Presidente UCID Udine.

Seguiranno i saluti di Franco Paviotti, Presidente UCID regionale; Luigino Pozzo, Presidente Associazione Industriali Udine; Enrico Montanari, Vice Presidente UCID Nazionale; Benedetto Delle Site, Presidente Gruppo Giovani UCID.

Tra i relatori interverranno mons. Riccardo Lamba, Arcivescovo della Diocesi di Udine; Paolo Fantoni, Presidente Fantoni S.p.A.; Suor Anna Monia Alfieri, Senior Lecturer ALTIS dell’Università Cattolica di Milano, membro del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione e Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana; Eugenio Del Piero, già Direttore dell’Associazione Industriali Udine.

A moderare l’incontro sarà Paolo Mosanghini, condirettore del Messaggero Veneto.

Personalità ed esperienze differenti chiamate a confrontarsi su un tema comune: come trasformare una delle pagine più drammatiche della storia friulana in un patrimonio di valori capace di parlare al presente e soprattutto al futuro.

Il Bene Comune e il “Primato della Persona”

Il sottotitolo scelto per il convegno – “Per costruire insieme il futuro, valorizzando il Bene Comune” – richiama direttamente i principi fondanti dell’UCID: il perseguimento del Bene Comune e l’affermazione del “Primato della Persona”, ispirati alla Dottrina Sociale della Chiesa e ai valori della dignità umana, della famiglia, della solidarietà e della sussidiarietà.

Un messaggio rivolto anche e soprattutto agli imprenditori e alle nuove generazioni.

L’impresa è chiamata a creare ricchezza e a raggiungere i propri obiettivi, ma – nella visione proposta da UCID – deve farlo contribuendo contemporaneamente al progresso sociale e alla valorizzazione della persona.

A cinquant’anni dal terremoto, dunque, ricordare significa anche interrogarsi sul futuro.

Il Friuli seppe rinascere perché seppe convergere. La sfida, oggi, è capire se quella stessa capacità di unire competenze, responsabilità e visioni differenti possa tornare a essere una forza per costruire il Friuli dei prossimi cinquant’anni.

L’evento gode del patrocinio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, dell’Arcidiocesi di Udine, del Comune di Udine e di Banca 360 FVG.

APPUNTAMENTO
Sabato 19 settembre 2026 – ore 10.00
Palazzo Torriani
Largo Carlo Melzi, 2 – Udine